Commento al Vangelo

Commento al Vangelo. IV Domenica di Quaresima – Anno C

La riflessione di Don Tiziano Galati

Lo scandalo dato da Gesù nel mettersi a tavola con i peccatori diventa l’occasione propizia per raccontare una delle parabole più conosciute che potremmo titolare “del padre misericordioso” e che è inserita all’interno del capitolo 15 del Vangelo di Luca, tutto destinato a presentare il grande mistero della misericordia di Dio. La parabola presenta un padre che ha due figli, numero tipico per presentare due atteggiamenti contrastanti, il minore dei quali chiede al padre la sua parte di eredità, mancando di riguardo al padre alla cui morte veniva divisa l’eredità. Si allontana dalla casa paterna per trovarsi, poi, in una situazione di bisogno materiale, spirituale e in una condizione di impurità legale, in mezzo ai maiali, animali impuri per eccellenza nel mondo biblico.

Ma nella profonda bassezza di questa situazione, il figlio minore riprende coscienza di se stesso e torna a casa accolto dal padre che lo riammette a vita nuova, dimensione esplicitata dalla veste, dall’anello, dai calzari, dalla festa organizzata in suo onore e dal vitello grasso preparato per l’occorrenza. Il figlio maggiore non si allontana da casa o dal padre fisicamente, ma di sicuro se ne allontana nello spirito, perché non comprende la sua gioia per aver ritrovato un figlio, da notare l’aggettivo possessivo con cui caratterizza il fratello, “tuo figlio”, rispetto al padre.

Il padre è l’esempio della misericordia che va oltre il limite e il peccato del figlio, di questo lieto annuncio Paolo dice di essere ambasciatore ed esorta i cristiani di Corinto non a riconciliarsi con Dio, ma a lasciarsi riconciliare, è Dio che opera questo evento di grazia se l’uomo lo vuole, lo cerca, lo desidera. Attraverso Cristo viene operata la riconciliazione, la giustificazione (tema tanto caro alla teologia paolina) dei peccatori: cioè il rendere giusto, santo colui che era peccatore. Da questa opera della grazia nasce la gioia che caratterizza la Quarta Domenica di Quaresima chiamata “Laetare” dalla prima parola dell’Antifona di ingresso della Messa, in lingua latina, e che si esplicita anche nell’uso del colore liturgico rosa o rosaceo.

Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico