Commento al Vangelo

Commento al Vangelo. Solennità dell’Epifania del Signore – Anno C

La riflessione di Don Tiziano Galati

La Solennità che oggi celebriamo è caratterizzata dal mistero della luce, tutte e tre le Letture sottolineano questa realtà, più o meno esplicitamente. La Prima Lettura, tratta dalla terza parte del Libro del Profeta Isaia, vede la ricostruzione di Gerusalemme e il ritorno della città al suo antico splendore dopo la deportazione in Babilonia. La luce che splende su Gerusalemme è quella del Signore. Sembrano risuonare le parole ascoltate la Notte di Natale, sempre dal Profeta Isaia che diceva: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, agli abitanti nella terra delle tenebre una luce rifulse” (Is 9,1). La luce che splende su Gerusalemme attrae gli uomini degli estremi confini che si presenteranno al Santuario di Dio con l’oro degno del re e con l’incenso degno della divinità.

Nella Seconda Lettura Paolo parla di uno svelamento, ciò che era nascosto, ciò che era al buio ora diventa chiaro, viene alla luce. Il mistero che indica, anche nella nostra concezione comune qualcosa di segreto, di silenzioso è rivelato, cioè gli è tolto il velo che lo copriva, diventa una notizia per tutti, nel caso di Gesù Cristo diventa una buona notizia per tutti: essere partecipi della promessa di Dio.

La pagina evangelica di Matteo è la sintesi delle due letture precedenti anche se cambia lo scenario in cui si rivelerà la gloria del Signore: non Gerusalemme, la città del potere politico, economico e religioso, ma Betlemme, la città di Davide, la “Casa del pane”. Su questa piccola città si ferma la stella che guida il cammino dei Magi e che essi hanno perso di vista quando hanno cercato nel posto sbagliato il Dio-bambino; la gloria del Signore si manifesta e si svela in un bambino avvolto in fasce, riconosciuto nei santi segni dell’oro, dell’incenso e della mirra come Dio, Re dell’Universo; come Signore; come l’uomo che avrebbe donato la sua vita per tutti, ma quella mirra rimarrà inutilizzata perché “il Signore è Risorto”.

Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico