Commento al Vangelo

Commento al Vangelo. VII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

La riflessione di Don Tiziano Galati

I discepoli di Gesù, dopo l’annuncio delle beatitudini per i poveri e dei guai per i ricchi, sono i destinatari dell’istruzione del Maestro su come si deve amare per non cadere in equivoci ed errori. Tocca, così, le corde più delicate del nostro cammino come discepoli. Gesù elenca tre modi per esprimere che cosa sia l’amore del nemico: “fare del bene”, “benedire” e “pregare”, per cui l’amore non è un vago sentimento, ma un gesto concreto e nella verità. Se l’amore per i nemici diviene preghiera, allora si è sulla buona strada, perché la preghiera è il luogo nel quale non possiamo mentire. L’amore presentato nel seguito della pericope evangelica potrebbe essere considerato una mera utopia… perché si è portati, istintivamente, a rispondere secondo le tendenze della natura umana.

Gesù è molto più profondo e ci orienta verso un amore la cui novità consiste principalmente nel dare vita a insolite e straordinarie relazioni che vanno a toccare e a sradicare l’iniquità che lega i rapporti umani. Si capisce allora che la solidarietà e la fratellanza diventano il collante che estromette l’egoismo. Questo stile nuovo di amore ci permette, come dice l’apostolo nella Seconda Lettura, di essere conformi all’uomo celeste, a Gesù stesso.

Di questo «uomo celeste» abbiamo un’icona in Davide che, invece di farsi giustizia da solo, rinuncia alla vendetta fin troppo facile a cui viene istigato. Al centro di questa pagina evangelica troviamo poi la cosiddetta “regola aurea” dell’agire morale: “Ciò che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. Una regola, questa, che, se messa in pratica, basterebbe da sola a cambiare il volto della famiglia e della società in cui viviamo. L’Antico Testamento la conosceva nella forma negativa: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te” (Tb 4,15); Gesù la propone in forma positiva: “Fare agli altri quello che vorremmo che essi facessero a noi”, che è molto più esigente.

Don Tiziano Galati
Responsabile dell’Apostolato Biblico
Ufficio Catechistico